Il gioco: lo spazio e il tempo della libertà
I nostri bambini iniziano presto a frequentare luoghi stimolanti, la maggior parte di loro frequentano un asilo nido, a differenza di noi genitori che ai nostri tempi facevamo l'ingresso in società attorno ai tre anni, con la scuola materna. Alcuni, che restano in casa più a lungo con nonni o tate, sono comunque sommersi da una grande quantità di giocattoli, di libri, spesso troppo precocemente di cartoni animati, e nel "tempo libero", ormai a tutte le età, vengono accompagnati a corsi di musica, sport, lingue straniere e teatro. Devono imparare, devono apprendere.
Sembra che la nostra generazione sia ossessionata dalla produttività e dagli obiettivi e, soprattutto, dalle cose da fare. Di conseguenza, rischiamo spesso di sovraccaricare di queste responsabilità anche i nostri figli, che sono bambini, non possiamo dimenticarlo!
Mi sono accorta con Momo che spesso la sua gioia più pura si manifesta negli spazi aperti quando può correre senza ostacoli, quando può raccogliere oggetti da scoprire ed esplorare senza l'assillo dei miei: "Lascia! Non toccare! È sporco! È pericoloso!". Quando può invertire un percorso e fare delle pause. Quando può "sentirsi". Quando può bearsi del suo affanno per una corsa e ridere di un capitombolo, senza che qualcuno gli tiri la manina perché è tardi e bisogna arrivare da qualche parte.
Fino ai due/tre anni, per esempio, quasi non serve strutturare dei veri e propri giochi, proporre particolari strumenti-giocattolo. I bambini sono stimolati dalla vita stessa, dagli ambienti che frequentano e dalle attività che riempiono le nostre giornate. Lavarsi e vestirsi sono già attività che stimolano la coordinazione, la loro comprensione del mondo e delle sensazioni: il caldo, il freddo, il morbido e il duro. Sono azioni che fanno loro comprendere le leggi di causa-effetto e sperimentare il divertimento di suoni e reazioni. Infine, sono pretesti per sostenerli nella loro autonomia ed educarli alla cura di sé.
E allora è giusto ogni tanto concedere loro dei momenti di vuoto, di noia, di spazio libero, di apparentemente nulla. Perché è proprio da lì che si sviluppa e si coltiva la fantasia, è proprio dalla libertà che si scatena la creatività e ogni bambino può esprimere le proprie inclinazioni, passioni e caratteristiche assolutamente individuali.
Come?
La natura. Stare fuori, all'aria aperta. Sfruttare gli spazi cittadini di verde, o organizzare gite fuori porta, in campagna, senza l'ansia di trovare uno scivolo o un'altalena, basta lo spazio, un prato su cui rotolare e cadere sul morbido, basta la libertà di poter lasciare la mano di mamma e papà e nascondersi dietro un albero a contare pinoli e raccattare formiche su un rametto.

Una passeggiata in spiaggia, la domenica mattina, per chi ha la fortuna di viverci vicino,

semplicemente per riempirsi i capelli e le scarpe di sabbia.

E andare alla ricerca di ciò che il mare porta a riva durante le mareggiate.

La casa. La pulizia e l'ordine non giovano soltanto a noi adulti. E allora perché non porre attenzione anche agli spazi dedicati ai nostri bambini? È vero le camerette dei bimbi sono belle quando allegre, colorate, piene di oggetti curiosi e stravaganti, ma nei loro giochi serve davvero tutto quello che noi gli proponiamo? Meglio poche cose ,accessibili facilmente. Un oggetto per ripiano, un cesto di costruzioni, una mensola di libri, fogli e matite da una parte e superfici di appoggio sgombere, magari un angolo morbido, un grande tappeto e tutto qui. Nel resto della casa può essere carino creare degli angoli per loro: una cucinetta di legno i ncucina, una mensola di un mobile in salone per qualche puzzle o un tavolino con seggiolina, ma evitiamo di ammassare costruzioni, pezzi di giocattoli, libri, palloni e pupazzi in vasche che vengono presto svuotate per terra senza poi dare alcuna soddisfazione al bambino, ma sicuramente una bella crisi nervosa a noi che avevamo appena messo in ordine. Facciamo frequenti repulisti, o comunque diamo a disposizione pochi giochi per volta, sostituendoli di settimana in settimana alla portata dei bambini.

Il tempo. Diamo tempo ai nostri bambini, è un bene prezioso di cui meritano di poter disporre in gran quantità e con tanta libertà. E con l'occasione impariamo a pensarci anche noi. Quando possiamo (e accade molto più spesso di quanto ci accorgiamo) rallentiamo il ritmo, non siamo impazienti, mettiamoci in ascolto e aspettiamo che una sua azione si concluda anche se non pensiamo che sia importante. I bambini spesso si impegnano tantissimo in cose sotterranee che con gli occhi adulti non sempre riusciamo a vedere. Impariamo ad aspettare, possono insegnarci tante cose!
Photo Credits: caiacoconi.com

COMMENTI (3)
è vero tutto ciò che scrivi. da quando la cucciola va all'asilo un sacco di mamme cercano di coinvolgermi per mandare mia figlia a scuola di ballo, di circo, di musical. è tropo presto. io preferisco che dopo una giornata di scuola per lai faticosa possa stare anche semplicemente a casa a inventarsi cosa fare
@simplymamma: o anche ad annoiarsi... perche' no?
concordo e condivido tutto..:)
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