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Gioco, ordine e cura: come si fa?

Scritto da Caia Coconi il in Gioco Commenti (1)

Questo post non promette miracoli, ma voglio condividere qualche riflessione e, perché no?, qualche conquista fatta in questi anni di mammità nella battaglia contro il caos (e l'isteria) che imperversa nelle case con bambini.

Una buona notizia: i bambini non hanno regole nel gioco. E quindi? Già la vedo la vostra faccia a punto interrogativo. Quindi i bambini non hanno un'idea così standardizzata e, se vogliamo, banale del gioco come quella che abbiamo noi adulti. In genere questa piccola disquisizione, che poi tanto piccola non è, fa cadere in "errori" che si ritorcono innanzitutto sui nostri figli, penalizzati nella possibilità di esplorare e ampliare gli orizzonti, ma alla fine si ritorcono anche su di noi, poveri "badanti" che per qualche minuto di pace spesso siamo costretti a trascorrere intere ore a raccattare oggetti da terra, a riparare giocattoli e libri rotti, a fare meditazione zen per non sbraitare di fronte al nostro orologio preferito fatto in mille pezzi.

Giocattoli

Noi adulti siamo abituati a leggere le situazioni secondo il nostro punto di vista "cresciuto", perciò nostro figlio che ignaro e gaudente lancia per aria l'intero contenuto di un fustino di costruzioni per farselo piovere in testa, per noi sta giocando, ma già l'idea di dirgli di riporre quella valanga di piccoli pezzi nel loro contenitore ci dispone con il dito indice puntato e il classico tono di voce direttivo e un po' tirato del comando. E se invece anche rimettere a posto fosse un gioco?

Per i bambini qualsiasi attività che li intrattenga con uno scopo può diventare gioco. In particolar modo se in un clima gioioso e divertito. La chiave è infatti proprio proporgli il riordino come un'avventura, un'operazione di massima precisione, una missione da piccoli operai in catena di montaggio. Invece di far sibilare la voce in un "E adesso rimetti tutto al suo posto! (Altrimenti...)", potremmo optare per un partecipato "Mamma ha un'idea: dividiamo i mattoncini per forma o colore in questi due sacchetti: i rossi qui e i blu in quest'altro!". E alla fine del lavoro non dimentichiamoci di sottolineare il risultato: ai bambini piace sentirsi utili e comprendere l'importanza delle loro azioni. Niente premi, ma un bel "Ottimo lavoro: siamo stati proprio bravi e adesso abbiamo anche tutto lo spazio libero per un altro gioco!".

Peluches

Come per altre situazioni non si tratta di pozioni magiche, e a volte potrebbe non funzionare nell'immediato, ma una regola che vale sempre è repetita iuvant. Reiterare un insegnamento, ribadire un certo ordine di azioni (si tira fuori e poi si rimette al posto) e festeggiarne il lato positivo del risultato, anche se nell'immediato potrebbe non sortire l'effetto sperato (perché nostro figlio farà orecchie da mercante e andrà a tirar giù il contenuto di un cassetto nella sua cameretta), a un certo punto diventerà un comportamento acquisito, addirittura autonomo.

In questo percorso di certo aiuta riuscire a creare in casa un ambiente di partenza armonico e rilassato. Ciò significa:

- tenere fuori dalla portata dei bambini oggetti preziosi, fragili, pericolosi;
- dare a ogni cosa un posto, possibilmente "comodo" (non a incastro con altre mille cose in caduta libera);
- dare l'esempio.

A questo proposito citerei una grande verità: i bambini imitano. I bambini vedono e fanno.

E questo è un assioma che anche noi abbiamo appreso su campo: l'insegnamento è molto più efficace attraverso l'esempio che tramite discorsi e tirate d'orecchie, soprattutto nei primi anni quando il linguaggio non è totalmente compreso.

Non solo: questo assioma è valido nel bene e nel male. E questa è la cattiva notizia!

 

Photo Credits:
Horia Varlan
r0Kk
Jem Yoshioka 

ARGOMENTI TRATTATI

Educare i figli

COMMENTI (1)

bello
Nov. 24, 2011, ore 12:42

Bello!

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