Meglio assecondare le inclinazioni dei figli o guidarli nella scelta di uno sport?
Qualche sera fa, interrogandoci su strategie di sopravvivenza con il nostro 'esuberante' Momo, ci siamo detti: "Appena avrà l'età per farlo, lo iscriviamo a qualche corso di attività sportive, così sfoga le sue inesauribili energie in qualcosa di positivo e non unicamente nel rendere una trincea le nostre giornate".
E subito le proiezioni di mamme e papà si son fatte strada:
"Farà nuoto, che è uno sport completo e poi il rapporto con l'acqua tranquillizza anche gli animi più bollenti!"
"No, meglio il minibasket, da piccolo era il mio sport preferito e poi favorisce la socializzazione e il gioco di squadra"
"Allora facciamogli fare pallanuoto..."
"Ma daiiii, piuttosto calcio, allora!"
"No, il calcio no. Non voglio ritrovarmi un esaltato in casa che si acconcia i capelli come Totti. E poi c'è troppo business intorno al calcio"
"E che ne pensi dell'atletica?"
"Ma scusa non eri tu che volevi uno sport di squadra?"
"Può sempre specializzarsi nelle staffette..."

Insomma, ma chi ci deve andare a fare sport? Noi o lui?
E siamo proprio convinti che lui preferisca stare a mollo piuttosto che infangarsi dietro a un pallone, o viceversa?
Forse dovremmo dargli la possibilità di scegliere, no?
Io sono sempre tendenzialmente a favore della libertà e quando sono indecisa su quale comportamento adottare, finisco per scegliere la strada della fiducia nei miei figli. Li ascolto e li assecondo.
Eppure credo che la scelta di uno sport da praticare per un tempo prolungato, almeno un anno insomma, non possa essere affidata unicamente a un bambino piccolo, altrimenti noi genitori che guide siamo?
Perché lo sport è divertimento – e quello non si può prescindere – ma è anche educazione, salute, approccio alla vita. Attraverso lo sport possono imparare a portare a termine un progetto, a fidarsi e affidarsi agli altri, a lottare con lealtà, a perdere e a vincere, a superare i propri limiti e ad accettarli, a canalizzare le energie per un traguardo, a rischiare e anche a farsi da parte, se necessario. Lo sport aiuta a prendersi cura di sé, a sviluppare la concentrazione e l'autostima, a restare in contatto con il proprio corpo e le sue esigenze e in alcuni casi anche a risolvere problemi di obesità, posturali e di corretto sviluppo fisico.
Per questi e altri mille motivi la scelta dello sport a mio parere non può essere affidata esclusivamente ai bimbi, eppure per gli stessi non può essere un'attività imposta... dite sia possibile un compromesso tra l'ansia sporchereccia e distruttiva di un nanetto e i mirabolanti risvolti pedagogici che assillano un genitore?
Si può trovare un equilibrio tra quello che vogliono loro e quello che crediamo sia giusto per loro?
Ma certo che sì! Non è forse quello cui aspiriamo ogni giorno coi nostri figli ,che si tratti di cibo, vestiti, giochi, attività? E allora siamo a cavallo: con tutta questa esperienza quotidiana su campo troveremo anche lo sport che fa per noi... ooops, per lui!
Photo Credits:
J.J. Verhoef
Keoni Cabral

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