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Frittura: quali grassi utilizzare?

Scritto da Francesca Scazzina il in Carnevale Commenti (0)

La frittura è un tipo di cottura in cui il cibo viene immerso in olio o altri grassi a temperatura elevata. 

Il fatto che gli alimenti vengano immersi in grassi (assorbendone una parte) e che le alte temperature alterino la struttura molecolare dei grassi (producendo dei residui tossici per il nostro organismo) rende questa preparazione nutrizionalmente sconsigliata.

Tuttavia ci sono 'trucchi' per limitare i danni:

- Per prima cosa, il fritto deve assorbire poco grasso, questo è reso possibile mantenendo temperature elevate (150-180 °C). 
- Inoltre, il fritto deve essere dorato ma non bruciacchiato, per evitare la formazione di composti potenzialmente dannosi per l'organismo (acroleina e acrilammide).
- Infine, la presenza o assenza ed il tipo di pastella incidono sulle calorie finali.

Gli oli più adatti per friggere sono quello extravergine di oliva e di arachidi, perché sopportano meglio le alte temperature, non contengono colesterolo e sono poveri di acidi grassi saturi. Il burro, invece, è poco adatto alla preparazione di pietanze fritte perché gli acidi grassi che lo costituiscono hanno un basso punto di fusione (non sopportano alte temperature).

Fritto

Photo Credits: avlxyz

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